mer 15 feb 2012
LO TOR DI PLAN 6° MEMORIAL LINDO MARTIN Staffetta notturnaStaffetta Americana di fondo in notturna località Degioz ore 19 per info 347. 8773097 cura dello Sci Club
A Pont al termine della strada asfaltata all'imbocco del piazzale sulla destra salendo si stacca il sentiero in oggetto. Superato un primo dislivello di una trentina di metri, codesto percorre per trenta minuti un bosco di larici fino a giungere all'attacco del salto dell'Arolley.
Il sentiero si inerpica a stretti tornanti su un ripido costone per una trentina di minuti fino a raggiungere la croce dell'Arolley.
Da notare sulla destra i salti d'acqua che forma il torrente del Nivolet.
La croce dell'Arolley rappresenta un punto panoramico con tutta la catena del Gran Paradiso che appare di fronte. Superata la croce tenersi sulla sinistra e affrontare il percorso a balze che percorre il territorio chiamato Crosattières. Da questo punto in avanti ci si inoltra nell'altipiano del Nivolet luogo reputato per le bellezze naturalistiche.Vorremmo evidenziare che nel periodo della prima estate (luglio) è eccezionale la fioritura; anemoni, viole e genziane ricoprono la prateria offrendo al visitatore un caleidoscopio di colori e soprattutto di profumi unico e inimitabile.
Dopo mezz'ora di cammino si raggiungono le baite dell' Alpe del Grand Collé che è un'insieme di fabbricati in pietra, ormai in disuso, addossati alle pendici della montagna. Un'attenta osservazione nel corso della percorrenza del sentiero merita il torrente del Nivolet che si presenta in questo tratto, non come un impetuoso corso d'acqua, ma come una striscia d'acqua che magicamente percorre la prateria disegnando curve ed anse incredibili.
In alcuni punti sembra che, per questo ruscello, non esistano le leggi della fisica in quanto si ha la sensazione che l'acqua ritorni verso le sorgenti e le immagini che questo suo percorso evoca riportano a fenomeni che solo la Bibbia ha spiegato.
Superato il Gran Collé in una decina di minuti si raggiungono le baite del Nivolet. L'alpeggio del Nivolet era un alpeggio di grandi dimensioni, circa 200 capi di bestiame vi venivano monticati in estate e aveva la prerogativa di essere una proprietà consortile e di essere gestito in comunione dagli aventi diritto; rappresentava un'esperienza unica in Valsavarenche e durante la stagione estiva diventava uno deicentri più vitali di tutta la Valle pur trovandosi, è da notare, ad una quota di 2.500 mt.
Il suo abbandono è anche dovuto al fatto che negli anni '50 il suo territorio fu quasi totalmente acquisi to dalla Società CEB ora ENEL che intendeva invaderlo con un lago artificiale per la produzione dell'energia elettrica. Per fortuna ciò non accadde e le meraviglie di cui la natura ha dotato l'altipiano sono ancora lì a disposizione dell'uomo. Oltrepassata l'Alpe del Nivolet in una quarantina di minuti su un sentiero in leggera pendenza e di facile percorrenza si raggiunge il rifugio Savoie che si trova sulle rive del lago Nivolet. Il rifugio è molto frequentato in estate poichè è accessibile attraverso il colle da una strada carrozzabile che raggiunge Ceresole Reale e il Canavese. La struttura ricettiva alberghiera è nata dal recupero di un ex fabbricato di caccia reale e si è arricchita con il tempo di due costruzioni vicine ed è di proprietà dei fratelli Dayné.
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