

Comune di
Valsavarenche
Valle d'Aosta
RICETTIVITA'
Fra le antiche cartoline di Valsavarenche ce n'è una che mostra l'albergo Gran Paradiso nella medesima posizione in cui si è poi sviluppato il moderno complesso ricettivo oggi gestito dai soci Pecchini e Fabi. Pare infatti che l'albergo Gran Paradiso sia nato in quello stesso periodo in cui la Casa Reale di caccia di Montcorvé veniva trasformata nel Rifugio Vittorio Emanuele II. In quel tempo infatti il re d'Italia Umberto I volle donare la casa di caccia di Montcorvé al CAI di Torino che, a sua volta, l'adibì a rifugio nel 1884. Oltre centoventi anni fa cominciava dunque quell'interesse turistico-alpinistico verso le bellezze naturalistiche del Gran Paradiso e per i turisti alpinisti di allora arrivare fino all'attuale Albergo Gran Paradiso era già una bella impresa, tanto che il nome esatto riportato sulla vecchia cartolina è Rifugio-Albergo Gran Paradiso.
Il rifugio-albergo era in origine di proprietà della famiglia Bruil. Il toponimo Breuil è ancora oggi in uso per indicare tutta l'area che va dal torrente Doire du Nivolet (quello che attraversa ortogonalmente la strada regionale subito dopo le case storiche di Le Pont), fino al rifugio in costruzione chiamato Tetras-lyre, nato dalla trasformazione dell'antica stalla in cui la famiglia Bruil teneva la mandria che in estate conduceva fino all'Alpe di Montocorvé. La località Breuil comprende quindi non solo l'albergo, ma anche tutta l'area del campeggio gestito dai coniugi Katia e Remo Blanc.
Oggi l'Albergo Gran Paradiso si raggiunge comodamente in macchina. Si compone di 18 spaziose camere con televisore, telefono e bagno privato dotato di asciugacapelli. Ci sono due ampie sale ristorante, una delle quali con un caratteristico tetto a volta realizzato anticamente con pietre a vista. Un'altra sala con caminetto è invece riservata al relax e alla lettura. Al pian terreno c'è un bellissimo bar con ampie sale in cui sono stati disposti numerosi tavoli in legno abbinati alle relative panche, anch'esse di legno.