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4 foto che si alternano: piccolo di camoscio, stella alpina, sentiero con sullo sfondo Piccolo e Gran Paradiso, villaggio di Nex.4 foto che si alternano: segnavia di sentiero, Vetta del Gran Paradiso, Laghetto del Nivolet con sullo sfondo la Grivola, villaggio di Tignet.collage con immagini di stambecco e sciatori nel contesto del Gran Paradiso.

Stemma del Comune di Valsavarenche, che raffigura uno stambecco sulla cima di una montagna innevata

Comune di
Valsavarenche

tel. 0165905703

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foto di farfalla.

PAESAGGIO

Alla scoperta
del NIVOLET

Logo riportante la scritta: A piedi tra le nuvole - Colle del Nivolet - Parco Nazionale Gran Paradiso.


Primo piano di una marmottina fra i prati del Nivolet.

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, la Regione Autonoma Valle d'Aosta, la Provincia di Torino, i Comuni di Ceresole Reale e di Valsavarenche si ritrovano ogni estate insieme per rilanciare l'iniziativa denominata "A piedi tra le nuvole" nata nel 2002. Lo scopo è sempre quello di far conoscere e apprezzare il Nivolet, quella particolare area del Parco Nazionale del Gran Paradiso la cui etimologia è strettamente legata alle nuvole. Si tratta di un largo e verdeggiante pianoro in quota, lungo 6 chilometri, che mette in comunicazione la Valsavarenche e la Valle dell'Orco in Piemonte. Quassù il camminatore si sente vicino alle nuvole perché nel passeggiare sta quasi sempre sopra i 2.400 m s.l.m. e supera i 2.500 metri quando raggiunge i laghi del Nivolet e i due vicini rifugi, Città di Chivasso e Rifugio Savoia, quest'ultimo fatto costruire dal primo re d'Italia, Vittorio Emanuele II, che lo frequentava durante i suoi soggiorni venatori in Valsavarenche.


Una mandria di mucche si abbevera presso i meandri della Dora del Nivolet. Sullo sfondo, il Monte Grivola.

Primo piano di una rana che prende il sole su una roccia.

L'altopiano tutto da camminare è attraversato longitudinalmente dalla Dora del Nivolet che fra i suoi meandri custodisce oasi umide di grande valore naturalistico e dà vita, lungo il suo corso, a paesaggi davvero unici. Numerosi sono gli itinerari escursionistici e alpinistici per chi dal Nivolet vuole spingersi a quote ancora superiori, come pure sono numerosi gli emozionanti incontri con animali e piante del Parco Nazionale che al Nivolet hanno trovato un vero Paradiso.


Camoscia col manto estivo color nocciola, dietro si vedono le gugliette di roccia della vetta del monte Grivola.

L'intero massiccio del Gran Paradiso, con a sinistra, in primo piano, la croce Roley.

Al Nivolet da Valsavarenche si arriva solo a piedi con una serie di sentieri uno più bello dell'altro, il più corto dei quali è il numero 3, che parte dall'ampio parcheggio del villaggio di Pont a 2000 metri di quota. Parcheggiata la macchina a Pont si sale ripidamente, col sentiero 3, verso il Nivolet e prima di raggiungerlo si possono ammirare indimenticabili panorami del Gran Paradiso.


Il Gran Paradiso visto attraverso un cespuglio di rododendri in fiore.

Esemplari di semprevivi, fiori simili a stelle di colore fucsia.

Dal versante piemontese invece il Nivolet si può raggiungere in auto con la strada provinciale n. 55, costruita fra il 1953 e il 1963, per il cui ulteriore abbellimento sono stati stanziati dalla Provincia di Torino nel 2006 ben 185 mila euro. Proprio nell'ambito dell'iniziativa "A piedi tra le nuvole", nei giorni festivi in piena estate, il traffico privato motorizzato viene regolamentato con alcune limitazioni alle quali sopperisce un sistema ben organizzato di trasporto pubblico, con navette da 48 posti gestite dal Gruppo Torinese Trasporti. L'idea di raggiungere il Nivolet in navetta, anziché in macchina, nei periodi in cui sarebbe estremamente stressante circolare e parcheggiare, è stata molto apprezzata dai visitatori del Parco, i quali hanno approfittato numerosissimi del servizio che, tra l'altro, ben si armonizza con le stesse finalità dell'area protetta. Con la bell'idea della navetta che porta così in alto, torna alla mente un'altra idea mai abbandonata, scaturita da un interessante studio condotto nel 1986 dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta in collaborazione con l'Università di Grenoble. L'idea era quella di arrivare al Nivolet da Valsavarenche con un trenino a cremagliera. Nello studio affidato dalla Regione all'Università di Grenoble veniva infatti tecnicamente descritta la possibilità di collegare, con un percorso prevalentemente sotterraneo, il villaggio di Pont all'altopiano del Nivolet, luogo ideale per un "Centro di ossigenazione riservato ad atleti fondisti", costruito mediante il recupero delle antiche costruzioni un tempo usate dagli abitanti di Valsavarenche. Gli atleti potrebbero infatti non solo godere di un ambiente eccezionalmente salubre, ma anche di una copertura nevosa abbondante su cui ricavare i necessari percorsi per utilissimi allenamenti, senza turbare ma anzi traendo giovamento dai naturali equilibri ecologici caratteristici del Nivolet.


In primo piano il principale torrente del Nivolet, sullo sfondo la vetta del Gran Pardiso.