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4 foto che si alternano: piccolo di camoscio, stella alpina, sentiero con sullo sfondo Piccolo e Gran Paradiso, villaggio di Nex.4 foto che si alternano: segnavia di sentiero, Vetta del Gran Paradiso, Laghetto del Nivolet con sullo sfondo la Grivola, villaggio di Tignet.collage con immagini di stambecco e sciatori nel contesto del Gran Paradiso.

COMUNE

Un progetto da raccontare


Il Comune di Valsavarenche ha predisposto un progetto per la nascita di un rifugio situato a 2530 m s.l.m., che costituirà un Punto tappa lungo l'Alta Via n. 2, in quel tratto in cui essa collega Valsavarenche a Rhêmes-Notre-Dame attraverso il Col de l'Entrelor. Il rifugio si trova a circa 500 metri di dislivello dal colle, negli antichi edifici, appositamente ristrutturati, dell'alpeggio Djouan, presso gli omonimi laghi, il più grande dei quali è vicinissimo al Punto tappa. Il Punto tappa è composto da tre fabbricati distinti, vicini fra loro, che furono costruiti a servizio dell'attività di alpeggio della montagna Djouan. C'è la casa che veniva abitata dal conduttore dell'alpeggio, c'è il locale in cui si procedeva alla lavorazione del latte e infine c'è la grande stalla lunga 60 metri, che poteva ospitare ben 115 capi. L'assetto architettonico dell'aggregato edilizio lascia supporre che tutti e tre gli edifici siano stati costruiti nello stesso periodo, intorno al 1850. La superficie totale disponibile e abitabile dopo i lavori di ristrutturazione e di ricostruzione è pari a 641,72 mq.


Un'antica stalla, le case del personale e il laboratorio dell'alpeggio di Djouan vicino all'omonimo lago.


L'alpe di Djouan, che comprende anche altri fabbricati utili all'attività di alpeggio e recentemente ristrutturati dal Comune di Valsavarenche, faceva parte, insieme ad altri beni, del famoso Legato Chabod, un'istituzione di beneficenza eretta in Ente morale con Regio Decreto del 16 marzo 1902. Il Consiglio d'Amministrazione era composto dal Parroco di Valsavarenche e da quattro Consiglieri Comunali nominati dalla stessa Assemblea Municipale. Il Lascito Chabod traeva origine da un testamento del 25 febbraio 1803 disposto dal reverendo Giovanni Leonardo Chabod e aveva come scopo principale quello di utilizzare i proventii dell'Alpe Djouan anche per avviare e mantenere agli studi i più prossimi parenti, in linea agnatizia, dello stesso reverendo Chabod. (In mancanza di parenti maschi discendenti in linea diretta dallo stesso padre, il beneficiario poteva allora essere scelto in linea cognatizia fino al terzo grado oppure, in mancanza di quest'ultimo, il Comune poteva nominare beneficiario del Legato un giovane di famiglia povera del comune che mostrasse capacità per lo studio o in seconda alternativa che avesse capacità per apprendere un'arte o un mestiere). Fra i parenti più prossimi di Giovanni Leonardo Chabod nacque nel 1901 Frédéric Chabod, il quale da grande, oltre a cimentarsi con successo nell'attività alpinistica, si dedicò con eccezionale profitto agli studi di storia, tanto che divenne docente universitario e presidente del Comitato Internazionale di Scienze Storiche. Frédéric Chabod fu, tra l'altro, il primo presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta. Morì a Roma nel 1960 e prima di morire volle rivedere per l'ultima volta Valsavarenche alla quale era legatissimo. A Frédéric Chabod sono stati intitolati l'edificio scolastico di Valsavarenche e un Rifugio alpino di fronte alla suggestiva parete nord del Gran Paradiso.



Primo piano di uno dei fabbricati da restaurare a Djouan, sullo sfondo le vette della Grivola.

Anche per questo importante collegamento fra l'alpe Djouan e la storia del Legato Chabod, il Comune si sta adoperando per individuare una nuova destinazione per i fabbricati costruiti per l'attività di quell'alpeggio, mettendoli così al riparo dagli inevitabili danni dovuti al prolungato abbandono. L'utilità del Rifugio Punto tappa Djouan, lungo l'alta via n. 2, è indiscutibile. Il rifugio consentirà, tra l'altro, agli alpinisti di raggiungere, con maggior tranquillità, tre vette che superano i tremila metri di quota: Les Cimes de Goillen (3128 m), Mont Rolettaz (3378 m) e Pointe Percia (3210 m). Inoltre il Punto tappa sarà importante per i turisti-escursionisti anche perché si trova proprio a metà strada di un percorso escursionistico lungo e affascinante, quello che unisce il capoluogo di Valsavarenche, Dégioz (1541 m), al Col du Nivolet, con i suoi laghi e i suoi 2 rifugi (2610 m). Questo sentiero è il più importante di quelli che attraversavano l'antica Riserva delle Regie Cacce istituita dal re d'Italia Vittorio Emanuele II e frequentata piacevolmente anche dal suo successore Umberto I. Il lungo sentiero dei re attraversa infatti l'incantevole località di Orvieille (2165 m) dove aveva sede un grande accampamento Reale di caccia e dove ancora oggi ci sono i resti di una Casa Reale in parte distrutta da una valanga. Una seconda antica Casa fatta costruire per i re cacciatori si trova proprio al Nivolet, si affaccia su un lago e oggi costituisce l'accogliente Rifugio Savoia, uno dei 6 presenti sul territorio comunale di Valsavarenche, 4 esistenti, 1 in costruzione e 1 in previsione.