

Comune di
Valsavarenche
Valle d'Aosta
RICETTIVITA'
A Valsavarenche ci sono 4 Rifugi Alpini tutti situati oltre i 2500 m s.l.m. Due si trovano presso i laghi del Nivolet e due sulle pendici del Gran Paradiso. Il Rifugio Città di Chivasso, presso il colle del Nivolet, che collega Valsavarenche a Ceresole Reale in Piemonte, è gestito da Alessandro Bado per conto del CAI di Chivasso, che ha in comodato questo rifugio di proprietà della Regione Autonoma Valle d'Aosta. Una parte dell'edificio è adibita a rifugio invernale non custodito. Dal rifugio si vedono splendidamente i laghi sottostanti. Per arrivare al Nivolet oltre al sentiero n. 3 che parte dal fondovalle di Valsavarenche si può utilizzare la strada asfaltata che proviene da Ceresole Reale. Nei giorni festivi dal 9 luglio al 27 agosto gli ultimi sei chilometri di questa strada vengono chiusi al traffico automobilistico privato e viene attivato un servizio navetta da 48 posti.
Poco più sotto, proprio accanto al lago del Nivolet inferiore, c'è il Rifugio Albergo Savoia gestito dalla famiglia di Arturo Dayné di Valsavarenche; era un'antica casa di caccia che i re d'Italia Vittorio Emanuele II e Umberto I utilizzavano, durante i rispettivi regni, quando soggiornavano e cacciavano a Valsavarenche. I due rifugi del Nivolet si raggiungono dal villaggio di Le Pont, col sentiero n. 3, in circa tre ore. Anche nel periodo in cui il traffico automobilistico è regolamentato, i clienti del Rifugio Albergo Savoia possono arrivarvi in macchina, purché in possesso della conferma di prenotazione sottoscritta dal gestore del rifugio. Molti turisti completano la suggestiva escursione al Nivolet con il pranzo presso il rifugio Savoia dove si possono assaggiare i formaggi di produzione propria.
Sempre da Le Pont, col sentiero n. 1, si arriva in poco più di due ore al Rifugio Vittorio Emanuele II. Qui esistono due distinti edifici: il più moderno, col suo caratteristico tetto
convesso, è stato iniziato sotto la gestione di Celestino Dayné nel 1932 e completato nel 1962 sotto la gestione di Valentino Dayné, figlio di Celestino. L'altro edificio,
molto più antico, usato anche come rifugio invernale non custodito, venne costruito nel 1884 dal CAI di Torino, che volle intitolarlo appunto a Vittorio Emanuele II, primo presidente onorario del Club.
Poiché questo rifugio si trovava in un'importante area della Riserva delle Regie Cacce, il re Umberto I fece sì che esso venisse affidato alla sorveglianza della Direzione delle Regie Cacce.
La Gestione oggi è affidata alla Società 4061 dei Fratelli Blanc.
Per informazioni: info@rifugiovittorioemanuele.com
Infine, con il suggestivo sentiero n. 5, che parte dalla località di Pravieux, in quasi tre ore si raggiunge il Rifugio Frédéric Chabod, che si trova proprio sotto il Piccolo
Paradiso e proprio davanti alla grande parete nord ovest che i ghiacciatori scalano per l'ascensione al Gran Paradiso (4061 m). Accanto al grande rifugio in pietra c'è
uno chalet recentemente ristrutturato con una zona adibita a rifugio invernale non custodito. La Società Piccolo Paradiso, che gestisce il Rifugio Chabod fin dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 1985,
ha adottano il Sistema di Gestione Ambientale definito dalla norma ISO 14001 e si avvale dell'autorevole consulenza del Dipartimento di Scienze Merceologiche dell'Università
di Torino. E' stato infatti il primo Rifugio al mondo a fregiarsi del marchio Certiquality UNI EN ISO 14001 ottenuto nell'ottobre 2001.
Per informazioni: info@rifugiochabod.com