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4 foto che si alternano: piccolo di camoscio, stella alpina, sentiero con sullo sfondo Piccolo e Gran Paradiso, villaggio di Nex.4 foto che si alternano: segnavia di sentiero, Vetta del Gran Paradiso, Laghetto del Nivolet con sullo sfondo la Grivola, villaggio di Tignet.collage con immagini di stambecco e sciatori nel contesto del Gran Paradiso.

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il Selvicoltore


L'indirizzo economico delle regioni alpine era in passato essenzialmente silvo-pastorale perché accanto all'allevamento degli animali domestici era molto importante l'utilizzazione del bosco. Utilizzare il bosco vuol dire coltivarlo. Il bosco abbandonato è un bosco sofferente. Oggi grazie allo sviluppo delle Scienze forestali, che hanno fatto tesoro delle conoscenze dei vecchi boscaioli, si possono programmare specifici interventi di gestione del bosco con l'assoluta certezza di procurare un giovamento alla foresta e allo stesso tempo di tenere viva non solo quel tipo di attività economica, ma la stessa abilità degli operatori specializzati nel taglio, nelle operazioni di esbosco e nella lavorazione del legname offerto dalla foresta.


Operaio forestale mentre inizia l'operazione di abbattimento di un larice con la motosega.

Un operaio conficca un cuneo con l'aiuto della mazza nella 
					fessura praticata con la motosega, al fine di far inclinare la pianta dalla parte opposta. Foto del momento della caduta della pianta abbattuta.

A Valsavarenche c'è un selvicoltore doc che si chiama Italo Solferino, il quale con una propria ditta si occupa sia di selvicoltura, sia di lavorazione dei tronchi in segheria. Italo partecipa alle apposite aste comunali per aggiudicarsi una determinata particella forestale, detta anche lotto, in cui gli esperti del corpo forestale hanno precedentemente segnato quelle piante che possono essere abbattute in base alla particolare struttura di quella parte di foresta messa all'asta. Se Italo deve governare un lotto, in cui per esempio sono state martellate 350 piante da abbattere, gli occorrono più di due anni, in quanto l'attività di selvicoltore lui deve condividerla con il suo lavoro principale che è quello di autista di mezzi pesanti.


Operaio forestale mentre libera il fusto dai rami con la motosega.

Fusto trascinato dal luogo di abbattimento verso la catasta con l'aiuto di un trattore per l'esbosco

Le piante che vengono estratte dal bosco, a seconda della loro conformazione, possono essere utilizzate sia come legna da ardere, sia come legname da lavoro che viene quindi trasferito in segheria. Italo Solferino ha ereditato da suo padre una segheria piana ad acqua: un pezzo ultracentenario custodito in un laboratorio del villaggio di Bien dove, naturalmente, ci sono anche le macchine più nuove effettivamente utilizzate.


Un fusto di 8 metri viene sistemato sulla catasta grazie a uno speciale mezzo meccanico.

A Valsavarenche operano, dove è necessario, le squadre specializzate composte da abili selvicoltori come Italo, anche molto giovani, incaricati dall'Amministrazione regionale di curare e salvaguardare i boschi valdostani. Queste squadre quando arrivano a Valsavarenche provvedono a esboscare i tronchi abbattuti e a sistemarli in cataste di circa 3-4 metri cubi ognuna, per facilitare il lavoro successivo del Comune che è quello di provvedere affinché tutta la popolazione del paese possa beneficiare di quella piccola ricchezza prodotta dal bosco.


Cataste di 3 o 4 metri cubi ognuna, formate da fusti di 6 e di 8 metri. Sullo sfondo un bosco di Valsavarenche