

PAESAGGIO
Il Comune di Valsavarenche ha predisposto una carta dei sentieri in scala 1:50.000 disponibile presso i punti d'informazione
e di accoglienza turistica. L'Amministrazione Comunale di Valsavarenche si batte instancabilmente affinché vengano curati
e mai dimenticati i molti sentieri storici presenti sul territorio, quelli che furono disegnati e realizzati dalla Direzione della Riserva delle Regie Cacce istituita
nel XIX secolo. In quel tempo infatti il Comune di Valsavarenche deliberava in Consiglio Comunale il riconoscimento dell'esclusivo
diritto di caccia sulle montagne di Valsavarenche a favore di Sua Maestà il re Vittorio Emanuele II. Più precisamente veniva deliberato
di concedere al re "tutti i diritti di caccia che il Comune, sia come proprietario, sia come amministratore delle Consorterie del luogo,
aveva sul proprio territorio."
Queste delibere decadevano alla morte del sovrano e venivano eventualmente ripetute per il successore al trono. Infatti dopo la morte del re Vittorio Emanuele II, avvenuta il 9 gennaio 1878, l'Amministrazione Comunale, con delibera del 16 giugno del 1878, concesse i diritti di caccia al re Umberto I, figlio di Vittorio Emanuele. In quella delibera veniva specificato: "questa concessione è personale per Sua Maestà Umberto I, per tutta la durata della sua vita, ma non per i discendenti; non perché questo Consiglio voglia rifiutare in seguito la suddetta caccia, ma affinché, quando la sfortuna verrà di nuovo a colpire l'Italia con la morte del suo re, le generazioni future possano a loro volta offrire al loro nuovo re la caccia su queste montagne, in segno di affetto e di fedeltà verso i discendenti di Vittorio Emanuele II". Il riferimento che si fa nella delibera al rapporto di affetto fra il re e la popolazione di Valsavarenche non è affatto un'espressione di circostanza, ma è qualcosa di molto concreto che a Valsavarenche non è stato mai dimenticato. Un giorno, per esempio, il sindaco di Valsavarenche Jocallaz si presentò davanti al palazzo reale di Torino e chiese bellamente di poter salutare il re, questa richiesta fece i suoi lunghi e tortuosi passaggi e arrivò finalmente alle orecchie del sovrano che volle ricevere il sindaco. Così quell'umile montanaro sfilò fra i corridoi del palazzo e fra l'incredulità di chi non avrebbe mai scommesso sulla cordiale disponibilità del re, il quale chiese fra l'altro al sindaco: "vuoi un'onorificenza o una vacca?" E quello rispose senza nemmeno pensarci su: "Una vacca, Maestà!"
Oggi quel che resta di quel bel rapporto è tutto nei cosiddetti "sentieri del re", percorsi per oltre mezzo secolo appunto dai re d'Italia; per questo il Comune di Valsavarenche vuole che quei sentieri vengano seriamente presi in considerazione e attentamente curati non solo per il loro valore turistico, ma anche per la loro indiscutibile importanza storica. Tutti i sentieri di Valsavarenche sono segnati sul terreno con il proprio numero in colore nero su sfondo giallo e anche con un semplice segno giallo. Nell'elenco in fondo a questa pagina ne vengono indicati alcuni consigliati dalla Pro loco di Valsavarenche.
Foto del re Umberto I a cavallo, presso l'accampamento di caccia di Orvieille, nel 1890. Sotto, una guardia della Reale Riserva di Caccia. Si nota sul cappello della guardia il distintivo dorato riprodotto a lato, in cui si vedono le iniziali intrecciate del nome Vittorio Emanuele, sormontate dalla corona reale. Sull'ovale compare la scritta "Reali Caccie" in cui è stata erroneamente conservata la lettera "i" nel plurale cacce.
Sentiero n. 1:
Le Pont - Rif. Vittorio Emanuele II;
m s.l.m.: 1952 - 2734;
tempo: 2 h 15 m; (E).
Sentiero n. 1a:
Rif. Vittorio Emanuele II - Rif. Federico Chabod;
m s.l.m.: 2734 - 2710;
tempo: 1 h 30 m; (E).
Sentiero n. 2:
Le Pont - Ghiacciaio Grand Etret;
m s.l.m.: 1952 - 2413;
tempo: 1 h 50 m; (E).
n. 2a + 3:
Le Pont - Col Grand Collet - Montagna Grand Collet - Le Pont;
m s.l.m.: 1952 - 2832 - 2409 - 1952;
tempo: 4 h 30 m; (E).
n. 3:
Le Pont - Croce Roley - Rif. Savoia - Rif. Chivasso - Col Nivolet;
m s.l.m.: 1952 - 2313 - 2534 - 2600 - 2636;
tempo: 2 h 40 m; (E).
n. 3a:
Le Pont - Croce Roley - Plan Borgno;
m s.l.m.: 1952 - 2314 - 2776;
tempo: 2 h 00 m; (E).
n. 3b:
Rif. Chivasso / Rif. Savoia - Col du Leynir;
m s.l.m.: 2600/2534 - 3084;
tempo: 2 h 0 m; (E).
n. 3c:
Rif. Chivasso / Rif. Savoia - Col Rosset;
m s.l.m.: 2600 / 2534 - 3025;
tempo: 2 h 0 m; (E).
n. 4:
Le Pont - Meyes;
m s.l.m.: 1952 - 2278;
tempo: 1 h 10 m; (E).
n. 4a:
Le Pont - Palestra di roccia Belvedere di Fosse;
m s.l.m.: 1952 - 2200;
tempo: 0 h 45 m; (E).
n. 5:
Pravieux - Lavassey - Rif. Chabod;
m s.l.m.: 1829 - 2194 - 2710;
tempo: 2 h 45 m; (E).
n. 5a:
Pravieux - Lavassey - Alp. Montandayné - Rif. Chabod;
m s.l.m.: 1829 - 2194 - 2463 - 2710;
tempo: 3 h 0 m; (E).
n. 6:
Ponte Grand Clapey - Mèyes;
m s.l.m.: 1726 - 2512;
tempo: 2 h 0 m; (E).
n. 6:
Mèyes; - Colle Menteau - Laghi Djouan
m s.l.m.: 1726 - 2789 - 2512;
tempo: 1 h 30 m; (E).
n. 6a:
Ponte Grand Clapey - Mèyes; - Plan Borgno
m s.l.m.: 1726 - 2512 - 2774;
tempo: 3 h 30 m; (E).
n. 7:
Le Créton - Orvieille;
m s.l.m.: 1595 - 2168;
tempo: 2 h 0 m; (E).
n. 8:
Vers-le-Bois - Orvieille;
m s.l.m.: 1545 - 2168;
tempo: 2 h 00 m; (E).
n. 8:
Orvieille - Col de l'Entrelor;
m s.l.m.: 2168 - 3007;
tempo: 2 h 15 m; (E).
n. 8a:
Le Créton - Orvieille - Punta Bioula;
m s.l.m.: 1595 - 2168 - 3413;
tempo: 7 h 0 m; (EE).
n. 8b:
Vers-le-Bois - Col de Sort;
m s.l.m.: 1545 - 2970;
tempo: 4 h 30 m; (EE).
n. 8c (Alta Via n. 2):
L'Eau-Rousse - Orvieille;
m s.l.m.: 1666 - 2168;
tempo: 1 h 10 m; (E).
n. 8c (Alta Via n. 2):
Orvieille - Laghi Djouan - Col de l'Entrelor;
m s.l.m.: 2168 - 2516 - 3007;
tempo: 2 h 15 m; (E).
n. 9:
Laghi Djouan - Mèyes - Rif. Savoia - Rif. Chiavasso - Col Nivolet;
m s.l.m.: 2516 - 2512 - 2534 - 2600 - 2636;
tempo: 3 h 30 m; (E).
n. 10:
Tignet - Levionaz dessous;
m s.l.m.: 1665 - 2285;
tempo: 2 h 15 m; (E).
n. 10/10b (Alta Via n. 2):
Levionaz dessous - Col Lauzon;
m s.l.m.: 2285 - 3296;
tempo: 3 h 00 m; (E).
n. 10b (Alta Via n. 2):
L'Eau-Rousse - Levionaz dessous;
m s.l.m.: 1666 - 2285;
tempo: 1 h 30 m; (E).
n. 10b/10 (Alta Via n. 2):
Levionaz dessous - Col Lauzon;
m s.l.m.: 2285 - 3296;
tempo: 3 h 0 m; (E).
n. 10a:
Pravieux - Rif. Chabod - Passaggio Grand Neyron - Levionaz dessus;
m s.l.m.: 1829 - 2710 - 3252 - 2646;
tempo: 6 h 0 m; (EEA).
n. 11:
Dégioz - Bocconère;
m s.l.m.: 1541 - 2104;
tempo: 2 h 0 m; (E).
n. 11:
Bocconère - Col Belleface;
m s.l.m.: 2104 - 3095;
tempo: 4 h 0 m; (EE).
n. 11a:
Bocconère - Levionaz dessous;
m s.l.m.: 2104 - 2285;
tempo: 2 h 30 m; (EE).
n. 12:
Rovenaud - Maisoncles;
m s.l.m.: 1462 - 1861;
tempo: 1 h 30 m; (E).
n. 12:
Maisoncles - Col Charbonnière;
m s.l.m.: 1861 - 2916;
tempo: 4 h 0 m; (EEA).
n. 12a:
Maisoncles - Bocconère;
m s.l.m.: 1861 - 2104;
tempo: 1 h 30 m; (EE).
n. 13:
Rovenaud - Bois-de-Clim - Fenille;
m s.l.m.: 1462 - 1392 - 1304;
tempo: 1 h 0 m; (T).
n. 14:
Fenille - Arolla - Col Becca Plana;
m s.l.m.: 1304 - 2218 - 2256;
tempo: 3 h 0 m; (E).
n. 15:
Dégioz - Pont du Lou - Dégioz;
m s.l.m.: 1541 - 1500 - 1541;
tempo: 1 h 0 m; (T).
Nella foto sopra a destra un tratto del sentiero n.8, che conduce ad Orvieille partendo da Dégioz. A sinistra la cascata del torrente Levionaz, all'inizio del sentiero n. 10. Nella foto sotto: la facciata di una cartolina informativa prodotta dal Comune di Valsavarenche.