

Comune di
Valsavarenche
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STAMBECCO
All'epoca dell'ultima glaciazione la presenza dello stambecco in Italia viene segnalata in zone molto più varie rispetto ad oggi: la specie è stata ritrovata in giacimenti dell'ultimo glaciale anche lungo la dorsale appenninica e sembra che nell'ultima parte del Pleistocene (epoca che termina circa 12.000 anni fa) la specie fosse diffusa fino a bassa quota, anche in zone costiere e meridionali. In epoca storica l'area di distribuzione della specie è invece già ridotta e coincide con l'intero arco alpino, fino al 13° grado di longitudine est. In realtà però, nel periodo che va dal XVI secolo fino alla metà del XIX, lo stambecco, sottoposto ad una forte pressione venatoria, è gradualmente scomparso dalle varie regioni alpine, fino a rimanere confinato soltanto nella zona del Gran Paradiso. E sono proprio gli stambecchi sopravvissuti in quest'area che hanno permesso non solo la sopravvivenza della specie ma anche il graduale ripopolamento, attraverso varie operazioni di reintroduzione, di molte altre aree delle Alpi.
La presenza dello stambecco, unita al resto del patrimonio naturale e alle straordinarie bellezze paesaggistiche del Gran Paradiso, ha costituito un richiamo sia per l'istituzione della famosa Reale Riserva di caccia, avvenuta intorno alla metà del XIX secolo per volontà del re Vittorio Emanuele II, sia per l'istituzione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, avvenuta nella prima metà del XX secolo. Attualmente gli esemplari di stambecco presenti nel Parco del Gran Paradiso sono 3380, secondo il censimento del 2004.
Lo stambecco vive ad un'altitudine di solito compresa tra i 1300 e i 2800 metri in inverno e tra i 2300 e i 3500 metri in estate (durante le loro traversate possono salire fin quasi ai 4000 m). Gli stambecchi, in particolare i maschi, scendono alle quote più basse in primavera, per pascolare nelle zone ormai libere dalla neve, arrivando addirittura fino a 850 metri di quota. Successivamente, via via che la neve si scioglie, risalgono a quote più elevate. Dalla fine di luglio fino a settembre-ottobre troviamo gli stambecchi nelle zone più elevate da loro abitate. Essi sono perfettamente adattati agli ambienti rocciosi, prediligendo versanti la cui pendenza viene indicata da molti autori compresa tra i 30 e i 45-50 gradi. Eppure, mentre le femmine utilizzano zone a grande pendenza durante tutto l'anno, i maschi sono soliti frequentare anche pascoli più pianeggianti. Un altro fattore importante per il loro habitat è la presenza di anfratti e ripari. Gli stambecchi vivono generalmente in branchi, le cui dimensioni sono molto variabili. Dalla primavera fino all'autunno i maschi formano branchi separati da quelli costituiti invece dalle femmine che stanno insieme ai più giovani e ai capretti, mentre ad ottobre-novembre i branchi dei maschi si frammentano e i maschi si avvicinano alle femmine formando, durante la stagione riproduttiva, tra dicembre e gennaio, dei gruppi misti che si protraggono fino a febbraio - marzo.