Questo sito è realizzato usando i fogli di stile css per impaginare, e verrà visualizzato molto meglio se viene utilizzato un browser aggiornato, che supporta i css, come ad esempio Internet Explorer 6, Netscape 8, Mozilla Firefox ecc.

Salta il menu di navigazione e vai direttamente al contenuto della pagina.
4 foto che si alternano: piccolo di camoscio, stella alpina, sentiero con sullo sfondo Piccolo e Gran Paradiso, villaggio di Nex.4 foto che si alternano: segnavia di sentiero, Vetta del Gran Paradiso, Laghetto del Nivolet con sullo sfondo la Grivola, villaggio di Tignet.collage con immagini di stambecco e sciatori nel contesto del Gran Paradiso.

STAMBECCO

Gli zoccoli


Lo stambecco è perfettamente adattato agli ambienti rocciosi, come dimostrano, oltre all'aspetto robusto del corpo e degli arti, le caratteristiche dei suoi corti zoccoli.


Foto di Stambecco maschio adulto, scattata in inverno.

Come tutti gli Artiodattili, lo stambecco appoggia sul terreno solo con il terzo ed il quarto dito. Più precisamente poggia a terra solo l'apice dell'ultima falange del terzo e del quarto dito. Ciascuna di queste falangi è caratterizzata dallo zoccolo, una struttura tipica degli Ungulati: l'unghia propriamente detta, costituita da una lamina verticale incurvata lateralmente, forma la parete dello zoccolo e questa lamina è rimboccata sul margine inferiore per un piccolo tratto, che poggia sul terreno. La superficie interna dello zoccolo è invece costituita dalla solea (che, nelle unghie dell'uomo, corrisponde a quella parte che collega il polpastrello all'unghia vera e propria), mentre posteriormente si trova un'area triangolare costituita dal polpastrello, detto fettone. Negli zoccoli dello Stambecco il fettone e la solea hanno una superficie tipicamente morbida ed elastica in modo da garantire un'ottima aderenza alla roccia. Il bordo esterno dello zoccolo è invece duro e affilato. Inoltre nello stambecco gli zoccoli del terzo e quarto dito sono estremamente divaricabili, in modo da permettere all'animale di utilizzare due appoggi diversi per ciascun arto, migliorando così la presa e l'aderenza sulla roccia, anche in corsa.


Foto di Stambecco maschio adulto, fotografato a Valsavarenche, che sta accucciato in un modo tale che si riesce notare la struttura degli zoccoli.

In determinate situazioni di arrampicata pare che lo stambecco possa utilizzare anche gli speroni, cioè i residui del secondo e quinto dito. Gli zoccoli anteriori sono leggermente più grossi e larghi di quelli posteriori. Una Guida Alpina senza la consueta attrezzatura professionale non riuscirebbe a ripercorrere certi passaggi normalmente e agevolmente attraversati dallo stambecco; è stato osservato anche che lo stambecco sa avvertire con sufficiente anticipo il verificarsi di pericolose scariche di sassi, riuscendo perciò ad allontanarsi da posizioni che diventano improvvisamente esposte a piccole o grandi frane.


Foto di Stambecco che cammina lungo il torrente Savara.

Gli stambecchi affrontano anche lunghi spostamenti: alcuni, per esempio, in primavera, da Ceresole Reale, in Piemonte, arrivano fino al villaggio di Pont, a Valsavarenche, attraversando il ghiacciaio del Grand Etret. Fra maggio e giugno gli stambecchi giungono a Valsavarenche anche da Cogne: attraversano il massiccio del Gran Paradiso e i relativi ghiacciai salendo fin quasi ai 4000 metri di quota.