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4 foto che si alternano: piccolo di camoscio, stella alpina, sentiero con sullo sfondo Piccolo e Gran Paradiso, villaggio di Nex.4 foto che si alternano: segnavia di sentiero, Vetta del Gran Paradiso, Laghetto del Nivolet con sullo sfondo la Grivola, villaggio di Tignet.collage con immagini di stambecco e sciatori nel contesto del Gran Paradiso.

AGENDA

Tour du Grand Paradis
Trofeo Renato Chabod


Foto: i vincitori del Tour tagliano il traguardo a Le Pont.

Dopo una riuscitissima prima edizione nel maggio 2004 la gara internazionale di scialpinismo Tour du Grand Paradis - Trofeo Renato Chabod ha assunto subito le caratteristiche di un appuntamento da seguire e da valorizzare nell'ambito del calendario delle manifestazioni di Valsavarenche. Perciò il lavoro di tutti i componenti del Comitato organizzatore, presieduto dalla Guida Alpina Ilvo Martin, si è immediatamente rivelato al tempo stesso prezioso e complesso. L'Amministrazione Comunale, la Società delle Guide Alpine del Gran Paradiso, lo Sci club, i Volontari Alpinisti di Valsavarenche con l'aiuto di Guardaparco, Guardie Forestali e Guardie di Finanza hanno dato vita a un evento agonistico di scialpinismo che avendo come teatro l'importante massiccio del Gran Paradiso ha richiamato a Valsavarenche atlete e atleti scialpinisti di primissimo piano nel panorama sportivo internazionale. Il prestigioso Trofeo è stato intitolato a una celebre Guida Alpina di Valsavarenche: l'alpinista, scrittore e parlamentare Renato Chabod, che fu il primo, nel 1930, assieme agli alpinisti L. Bon e A. Cretier, a inaugurare la serie di scalate alla vetta del Gran Paradiso attraverso la difficile parete Nord-Ovest.


Foto: i vincitori del Tour in un primo piano.

Il direttore del percorso di gara è lo stesso presidente della Società Guide Alpine del Gran Paradiso, Paolo Pellissier. La partenza avviene dalla località Pravieux a m 1836 s.l.m.; il punto più alto del percorso è il colletto presso la cima del Gran Paradiso oltre i 4000 m e l'arrivo è fissato presso Pont a quasi 2000 m s.l.m. L'intero tracciato viene evidenziato con delle bandierine che sono di colore rosso per la salita e di colore verde per la discesa. Le bandierine vengono sistemate non molto distanti l'una dall'altra perché i rapidi cambiamenti del tempo potrebbero diminuire notevolmente le condizioni di visibilità. Lo stesso tracciato viene materialmente ripassato per l'ennesima volta poco tempo prima dell'inizio della gara, in quanto i binari possono venire ricoperti da eventuali nevicate improvvise o da locali perturbazioni ventose: è inoltre buona norma battere per la salita due tracce anziché una sola. Addirittura il Comitato organizzatore predispone un tracciato alternativo da attivare però solo in caso di eccezionale peggioramento della situazione meteorologica. Sono le Guide Alpine e i Volontari alpinisti che si preoccupano di preparare il miglior tacciato possibile per i concorrenti in gara i quali sanno anche di poter contare sull'innevamento regolare e abbondante della Valsavarenche. Sono le stesse Guide e i Volontari che vigilano, inoltre, sul corretto svolgimento della manifestazione prendendo posizione nelle rispettive postazioni strategiche loro assegnate dal Comitato organizzatore.


Foto: i vincitori del Tour in una fase della gara, a una quota superiore ai 3500 metri.

Dopo il via, i concorrenti incontrano il primo punto di ristoro attrezzato presso il Rifugio Frédéric Chabod, a 2750 m, luogo che viene raggiunto dai primi scialpinisti nell'incredibile tempo di 45 minuti. Oltrepassato il rifugio gli atleti affrontano il ghiacciaio di Laveciau, all'inizio del quale, a circa 3000 m, c'è il primo cancello di sbarramento cronometrico. A quota 3400 circa le coppie in gara si legano e si tolgono gli sci, percorrendo quindi a piedi il tratto che divide il ghiacciaio Laveciau da quello del Gran Paradiso, con o senza ramponi a seconda delle condizioni stazionali. Gli atleti passano lungo la crestina che conduce alla Schiena d'Asino. Lungo questo tratto a piedi, che non fa parte della via normale per il Gran Paradiso ma è una variante studiata appositamente per il Trofeo Renato Chabod, vengono predisposte delle corde fisse per una maggiore sicurezza. Giunti alla Schiena d'Asino i concorrenti rimettono gli sci e iniziano a salire verso la quota massima. Mentre salgono, giunti a 3700 m s.l.m. gli atleti incontrano un bivacco con un secondo punto ristoro e un secondo cancelletto cronometrico.


Foto: l'elicottero mentre posa il bivacco nella piazzola preparata nelle neve dai volontari alpinisti.

Il bivacco viene appositamente trasportato in elicottero dagli organizzatori della gara per disporre di una postazione attrezzata oltre i 3500 metri; presso il bivacco è presente anche un medico esperto in elisoccorso. Una volta raggiunta la Terminale del Gran Paradiso i concorrenti affrontano la loro prima discesa. Ripassano quindi vicino al bivacco e a questo punto possono slegarsi e proseguire fino al Rifugio Vittorio Emanuele II dove trovano un terzo punto di rifornimento. Superato il terzo e ultimo cancello cronometrico gli scialpinisti rimettono le pelli agli sci e risalgono verso il Colletto del Ciarforon e da lì, tolte le pelli per l'ultima volta, gli atleti s'impegnano nella traversata sotto la Becca di Monciair e sotto i Denti del Broglio fino a portarsi nel vallone del Grand Etret per la discesa finale verso il traguardo nel villaggio di Le Pont.


Foto: un concorrente del Tour in un momento di un'impegnativa discesa.

I 26 chilometri del Tour du Grand Paradis - Trofeo Renato Chabod rappresentano un percorso sciistico spettacolare dal punto di vista paesaggistico e molto interessante dal punto di vista tecnico agonistico. I vincitori dell'edizione 2004, Jean Pellissier e Patrick Blanc, hanno tagliato il traguardo col tempo di 2 ore, 51 minuti e 26 secondi. A loro si riferiscono le prime tre foto di questa pagina


La prossima edizione del
Tour du Grand Paradis si svolgerà
Domenica 13 aprile 2008.