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mer 8 feb 2012

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Accessibilita'

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A l'Hostellerie du Paradis, Valsavarenche (AO)

A l'Hostellerie du Paradis: Località L'Eau-Rousse - m 1666 s.l.m.

  • Apertura: tutto l'anno, chiusura indicativa mese di gennaio 2009
  • Tel. ++39 0165905972, fax ++39 0165905971
  • mail: info@hostellerieduparadis.it - sito web: www.hostellerieduparadis.it
  • 29 Camere con bagno - 48 posti letto
  • Accessibile ai diversamente abili
  • Ascensore, Riscaldamento, Sauna, Idromassaggio, Piscina Coperta, Telefono e Televisore in camera,
  • Ristorante aperto a pranzo e cena, Bar, Parcheggio
  • Si accettano pagamenti con carta di credito
Costi indicativi
  • EUR 42,00/52,00 singola con bagno
  • EUR 85,00 doppia con bagno
  • EUR 52,00/75,00 mezza pensione (+ 20% camera doppia uso singola)
  • EUR 8,00 prima colazione
Un po' di storia...

L'Hostellerie du Paradis nasce dalla trasformazione architettonica della grande casa paterna di Marisa Dayné che oggi gestisce il suggestivo albergo insieme a suo marito Alberto e a sua figlia Arianna: Marisa, nella sua attività di albergatrice, ha voluto far tesoro di un'antica esperienza di famiglia in fatto di accoglienza turistica. Si tratta di un'esperienza condotta in alta quota prima da suo nonno Celestino e poi da suo padre Valentino. Celestino Dayné fu infatti il primo gestore di due noti rifugi di Valsavarenche: il rifugio Savoia e il rifugio Vittorio Emanuele II. Il rifugio Savoia nacque nel 1921 dalla trasformazione dell'antica Casa della Riserva delle Regie Cacce fatta costruire da Vittorio Emanuele II nei pressi del Col du Nivolet a 2534 m s.l.m. intorno al 1860. Il rifugio Vittorio Emanuele II, invece, nacque già come casa degli alpinisti nel 1884, per iniziativa del Club Alpino Italiano, a 2734 m s.l.m. Poiché questo rifugio si trovava all'interno della Riserva delle Regie Cacce, esso venne affidato, per concessione del re Umberto I, alla sorveglianza della stessa Direzione delle Regie Cacce. Alla morte di Celestino, avvenuta nel 1941, Valentino Dayné e sua moglie Palmira non solo continuarono a gestire il rifugio Vittorio Emanuele II, ma migliorarono notevolmente le condizioni di ospitalità per i turisti-alpinisti portando a termine la costruzione di un secondo grande edificio che ancora oggi colpisce molto escursionisti e alpinisti per il suo particolare rivestimento metallizzato argentato e la sua caratteristica forma convessa. Durante la gestione di Celestino era stata infatti realizzata solo la parte inferiore del nuovo rifugio, inaugurata nel 1932; Valentino pensò a realizzare l'enorme struttura a forma di mezza botte che sovrasta il basamento, completando i lavori nel 1961 quando ci fu una seconda inaugurazione. L'inaugurazione doveva tenersi all'inizio dell'estate, ma Valentino morì prematuramente proprio nel mese di giugno del 1961 e l'apertura ufficiale slittò perciò a settembre, col dispiacere di tutti per l'assurda assenza del caro Valentino, che aveva lavorato tanto per completare quell'opera d'arte. Marisa ricorda bene i due muli che d'inverno abitavano nella casa di L'Eau-Rousse in attesa di entrare in azione durante la bella stagione per il trasporto del materiale che servì per affiancare all'antica casa del CAI la nuova grande casa degli alpinisti, oggi molto frequentata anche dai turisti escursionisti perché raggiungibile dal comodo e piacevole sentiero numero 1 che parte dal villaggio di Le Pont. Lavorando con lo stesso entusiasmo dei vecchi gestori del rifugio, à L'Hostellerie du Paradis sono state create le condizioni di tranquillità per tutti quei turisti che amano visitare i monumenti della Natura. Nell'arredare e rendere confortevole l'Hostellerie du Paradis è stato messo al primo posto il benessere dei turisti per i quali è stata anche costruita una piscina con idromassaggio in cui si può nuotare controcorrente. A l'Hostellerie ci sono camere che oltre ai consueti servizi hanno un vero e proprio caminetto: un richiamo alle semplici abitazioni degli antichi villaggi di Valsavarenche, ma anche un elemento che riesce a trasmettere sentimenti di calorosa accoglienza. Sia d'inverno, sia d'estate le porte dell'Hostellerie sono sempre aperte per i turisti che scelgono il Parco Nazionale del Gran Paradiso per sciare, per camminare sulla neve con le semplici racchette, per fare trekking quando le mucche escono dalle stalle pronte per l'alpeggio, per ritrovare insomma la quiete necessaria a diretto contatto con le meraviglie della natura . Una meraviglia della natura, per esempio, è la particolarissima sorgente sospesa su una ripida scarpata che si trova proprio fuori l'albergo: le sue acque ferruginose dopo il loro percorso sotterraneo fuoriescono in cima all'alta parete e formano un deposito colorato con spiccate zone rossastre. E' stato appunto da quell'acqua rossa che ha preso il nome il villaggio di L'Eau-Rousse. D'inverno l'acqua di quella parete dà origine anche a formazioni ghiacciate e nel tempo non sono stati infrequenti le cadute di pesanti blocchi di ghiaccio finiti sui prati senza gravi conseguenze: proprio a causa di questo fenomeno tutta la striscia di terra sottostante la fonte di acque rosse non è stata mai scelta per costruzioni edilizie, diventando così il confine naturale fra il villaggio di L'Eau-Rousse e quello di Maisonnasse. Fra questi due villaggi passa l'Alta Via n. 2, il famoso percorso naturalistico che attraversa longitudinalmente tutta la Valle d'Aosta sulla destra orografica della Dora Baltea. A Valsavarenche, l'Alta via n. 2 raggiunge la sua quota più elevata quando passa sui 3.295 metri del col Lauzon, quest'ultimo colle infatti aveva dato il nome in passato a un albergo di L'Eau-Rousse poi trasformato in casa-colonia.

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la sala ristorante

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